Dalle ore 12:00 del 2 luglio 2018 è possibile presentare al GSE (esclusivamente per via telematica) le richieste per accedere agli incentivi sul biometano e sugli altri biocarburanti avanzati utilizzati nei trasporti. Il GSE ha infatti pubblicato le procedure applicative per la produzione e l’incentivazione del biometano ai sensi del D.M. MiSE 2 marzo 2018, grazie alle quali il biometano diventa realtà anche in Italia.

Le procedure applicative regolano gli aspetti fondamentali della produzione e messa in rete del Biometano:
– qualifica degli impianti ai fini dell’acceso agli incentivi,
– il contratto tra il GSE e il produttore,
– le diverse modalità di immissione in rete e la relativa determinazione degli incentivi,
– le modifiche degli impianti incentivati, gli adempimenti obbligatori, le verifiche, i controlli e le sanzioni.

Il dott. Christof Erckert, esperto BTS in normativa del biometano, risponde ad alcune domande ricorrenti:

Cosa dicono le procedure in termini di qualità del biometano?

Il primo decreto biometano, quello del 5 Dicembre 2013 di fatto non era applicabile causa la mancanza di norme tecniche. Inoltre il cosiddetto stand still (obbligo di non fare) Europeo è stato superato con il compimento del mandato M/4751 da parte del CEN (Comitato europeo per la standardizzazione). Questo implica che non vi siano più gas esclusi, come regolato nel vecchio DM 29 dicembre 2013 all’art 8 comma 9, e quindi come biogas si intende anche il gas da discarica, il gas da depuratori e il syngas (gassificazione legno).
A livello nazionale sono state elaborate tutte le norme tecniche, in particolare in merito alla qualità necessarie nonché il codice della rete che regola l’allacciamento degli impianti alla rete gas.

Come viene incentivato il Biometano e qual è la durata degli incentivi?

Il meccanismo dell’incentivazione è quello del Feed in Premium. Comporta la vendita del gas a prezzi di mercato, al quale si aggiungono i CIC (Certificato Immissione a Consumo). Agli impianti avente diritto spetta 1 CIC per ogni 10 Gcal di Biometano (single counting), oppure 1 CIC ogni 5 Gcal di Biometano avanzato (double counting). Dipende dall’origine del gas: quello prodotto con i sottoprodotti, gli scarti, i rifiuti, le deiezioni e tutte le materie elencate nella parte A della tabella delle materie ammesse danno origine al biometano avanzato. Il legislatore vuole disincentivare l’utilizzo di biomasse destinate all’alimentazione umana, in particolare l’utilizzo di Mais e Grano, (prodotti che danno diritto al solo single counting, ovvero 1 CIC ogni 10 Gcal) ed incentivare l’utilizzo di rifiuti e sottoprodotti (prodotti che danno diritto al double counting).

Esistono quindi 3 tipi di biometano per i quali, calcolando in maniera semplificata il valore dei CIC per sm3, si ottengono i seguenti valori:

• Biometano single counting prodotto da biomasse di un qualsivoglia tipo incluso mais e grano
Ca € 0,2 come valore di mercato + ca. € 0,3 CIC single counting, prezzo di mercato NON garantito
• Biometano double counting
Ca € 0,2 come valore di mercato + ca. € 0,6 CIC double counting di CIC, prezzo di mercato NON garantito prodotto dalle sole materie indicate nella parte A + B dell’allegato 3 del DM 10 ottobre 2014 viene concesso un CIC avanzato
• Biometano avanzato
Ca € 0,2 come valore di mercato + ca. € 0,6 CIC double counting di CIC con valore garantito per 10 anni e successivamente prezzo di mercato
prodotto dalle sole materie indicate nella parte A (ivi incluso la FORSU) dell’allegato 3 del DM 10 ottobre 2014 viene concesso un CIC avanzato

Ricordiamo che la normativa in vigore NON prevede in nessun caso la possibilità di prolungare l’incentivo elettrico, neanche in forma ridotta. Tuttavia la possibilità di riconvertire l’impianto biogas elettrico per la prima volta indica un futuro per gli impianti esistenti POST fine incentivo elettrico.

È da sottolineare che i CIC a valore di mercato non sono limitati nel tempo; una volta maturato il diritto, questo vale per sempre. È da aspettarsi che nel lungo tempo il loro valore si stabilizzi portando livello per il biometano alla parità energetica con gli altri biocombustibili, in particolare biodiesel e bioetanolo.

Cos’è la qualifica a progetto?

Per assicurarsi l’incentivo il produttore oltre a certificare la sostenibilità della società e di tutta la filiera deve qualificare il suo impianto presso il GSE, qualifica che garantisce l’ottenimento dei CIC. Il processo corrisponde a quanto abbiamo visto in passato in merito alla produzione di energia elettrica rinnovabile (IAFR / FER).

Dal punto di vista pratico, cosa si può fare per realizzare un impianto a biometano?

Ci sono tre possibilità per realizzare impianti a biometano:

1 La costruzione di impianti nuovi di un qualsivoglia tipo
2. La riconversione DOPO la fine incentivo elettrico di impianti biogas. In tale caso spetta per il biometano lo stesso incentivo che per un impianto nuovo ma decurtato del 30%
3. La riconversione parziale o totale almeno tre anni PRIMA della fine incentivo elettrico di impianti biogas anche aumentando la produzione. In tale caso spetta per il biometano lo stesso incentivo che per un impianto nuovo ma la produzione elettrica netta deve essere decurtata del 30%.

Diversamente da quanto accadeva in passato, la norma di fatto non prevede un limite di grandezza per gli impianti e permette persino di conferire il biogas di diversi impianti ad un unico impianto di upgrading (raffinazione) con un unico allacciamento alla rete.

Quali sono le maggiorazioni previste per la realizzazione di nuovi impianti di distribuzione e liquefazione pertinenti?

La legge prevede ulteriori contributi fino ad € 600.000 per la realizzazione di nuovi distributori a metano e fino a 1.200.000 per impianti di liquefazione. Per produrre LNG (Biometano liquefatto) che è utilizzato in particolare per i mezzi pesanti.

Contratto GSE-produttore

Per il solo Biometano è previsto anche la possibilità di vendere il gas direttamente al GSE. Questa possibilità avvantaggia particolarmente il piccolo produttore, che fatica a creare una rete di vendita diretta propria.

Quali sono i punti critici delle procedure applicative?

Le procedure applicative hanno chiarito in particolare l’utilizzo delle Biomasse consentite, che per quanto riguarda la riconversione di impianti biogas esistenti è stato interpretato in modo molto restrittivo. Ovvero la dieta proposta per la produzione di biometano deve essere mantenuta anche per la produzione della quota di energia elettrica rimanente (tipicamente la produzione netta storica decurtata del 30%). In particolare comporta che l’utilizzo del mais per la parte elettrica è consentito solo nella stessa percentuale consentita per la parte Biometano. Quindi tipicamente o zero o inferiore al 30%. Trattasi di una applicazione del DM molto contestata. Sembrava logico che il piano di alimentazione storico per la parte elettrica – se pur decurtata del 30% – fosse un diritto acquisito, ma evidentemente il GSE lo vede in modo diverso.

2 commenti

  1. Non mi è chiaro se il biometano prodotto da Biogas da discarica sia da considerarsi biometano avanzato a prescindere o se è avanzato solo una volta dimostrato che il biogas origina da rifiuti eligibili per la produzion di biometano avanzato.
    Un’ulteriore domanda è: se il produttore di biometano non è il gestore della discarica, il gestore della discarica deve certificarsi secondo il DM 23 gennaio 2012 oppure è sufficiente una self declaration ?

    • Grazie per la domanda: il Biometano prodotto da biogas di discarica tendenzialmente è considerato biometano avanzato, tuttavia serve SEMPRE la certificazione di sostenibilità.
      Per la seconda richiesta si tratta di un business model che BTS Biogas non segue direttamente quindi la invitiamo a rivolgersi ad esperti di questo settore specifico. Buona giornata.

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