La pubblicazione del Decreto Ministeriale del 2 marzo 2018, di fatto, da il via libera alla produzione nazionale che potrebbe risollevare le sorti delle rinnovabili in Italia.

LA SCELTA PIÙ ECOLOGICA

La Deutsche Energie-Agentur (DENA) ha effettuato uno studio in cui sono stati comparate le emissioni in atmosfera di CO2 per automezzi che usano combustibili diversi.
Come si può vedere dal grafico le emissioni di un mezzo a biometano (ottenuto 100% da reflui zootecnici) sono le stesse di un mezzo elettrico, purché l’elettricità sia ottenuta interamente da un parco eolico. Nel caso in cui l’auto sia alimentata (così come accade) con il mix elettrico, le emissioni sono notevolmente più alte, ovvero di 75 g di Co2 equivalente per km.

Se guardiamo inoltre all’intero ciclo “well to wheel”, vediamo come le emissioni totali di un veicolo a biometano sono nettamente inferiori rispetto ad un veicolo elettrico. 100% rinnovabile.

COS'È IL BIOMETANO?

Ma facciamo un passo indietro: cos’è il biometano?
Il Biometano è un combustibile ottenuto dalla lavorazione delle biomasse agricole e dalla frazione organica.
È un gas contenente metano puro almeno per il 98%, ed è pertanto immissibile nella rete di distribuzione domestica e dei trasporti.
Come caratteristiche è del tutto simile al gas metano derivato dalla combustione fossile, ma con il vantaggio di essere rinnovabile e altamente ecologico.

I VANTAGGI DELL'ITALIA NEL BIOMETANO PER AUTOTRAZIONE

Grazie alla realizzazione del decreto, l’Italia può finalmente risollevare le sorte delle energie rinnovabili e parte avvantaggiata rispetto ad altri Paesi per 5 motivi:

1. Ha una rete di trasporto e distribuzione del metano che l’Europa ci invidia, ciò significa che il biometano può utilizzare delle infrastrutture già esistenti che non richiedono quindi grossi investimenti.

2. Segue il modello Biogasdoneright. Significa che la produzione di biogas e biometano non compete con la produzione di cibo: il biogas e il biometano vengono inseriti nel ciclo produttivo dell’azienda agricola o zootecnica senza che ciò significhi ridurre la capacità dell’azienda agricola di produrre cibo e foraggi come ha sempre fatto. Da questa integrazione nasce una maggiore capacità delle aziende agricole italiane di produrre le proprie specialità alimentari in modo più sostenibile da un punto di vista ambientale ed economico.

3. Possiede un parco macchine a metano circolante che la rende il primo paese in Europa e grazie al nuovo decreto il numero è in crescita.

4. Gli enti pubblici sono sensibili all’argomento: lo dimostra la TPER, società di trasporto pubblico di Bologna, che ha acquistato 120 mezzi alimentati a metano liquefatto e ha indetto una gara per la realizzazione di stazioni di servizio a LNG. L’aspetto più interessante della gara è che ottenevano un punteggio supplementare le aziende che erano in grado di fornire non solo metano, ma anche biometano liquefatto.

5. Il biometano prodotto in Italia risulta, secondo una studio condotto all’interno del progetto Blue Corridors più pulito e più economico di altri carburanti.

COSA POSSIAMO PREVEDERE

Uno sviluppo realistico ci permette di prevedere entro il 2020 un raddoppio delle attuali stazioni di servizio e un raddoppio di consumo di metano e biometano nel settore dei trasporti.
Inoltre secondo uno studio condotto sul nostro paese, entro il 2030 andremo a sostituire almeno dal 10 al 20% dei mezzi pesanti che viaggiano sulle nostre strade alimentati a diesel, con mezzi a LNG.

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