di Maurizio Montesin 

Punti essenziali per il Decreto Ministeriale del Biometano

Nel decreto viene espressamente citato quali sono gli obblighi ai quali devono adempire i produttori di biometano.

Spesso, come ormai di norma all’uscita di un Decreto Legislativo, dopo un periodo di tempo viene elaborato un contesto di direttive o linee guida con l’intento di agevolare la comprensione della struttura legislativa e soprattutto per dare un aiuto tecnico/giuridico per adempire alle varie richieste autorizzative e tecniche. In questo caso un grande e formale aiuto lo ha svolto il GSE con l’ultima emissione delle linee guida per incentivazione dei biocarburanti e del biometano.

Documento semplice ma molto applicativo e ben strutturato, aiuta a capire e definire le varie procedure autorizzative e finanziarie.

Nei brevi capitoli cerchiamo di focalizzare quali sono i principali requisiti e adempimenti da svolgere in conformità alla legislazione in vigore:

 

1. Requisito principale, attività di produzione di biogas/biometano

Requisito agroindustriale

Il produttore di biometano deve essere in grado di soddisfare la richiesta di base, cioè possedere un’attività agricola sostenuta dalla coltivazione dei campi e dall’allevamento del bestiame, con inserita l’attività di produzione di biogas/biometano alimentata dai reflui zootecnici delle proprie stalle e colture di biomassa.

Tale attività deve essere attestata dalla autorizzazione di costruzione dell’impianto nonché dallo stato catastale di proprietà dei fondi coltivabili.

Requisito per impianti FORSU

Anche qui il produttore deve essere in grado di soddisfare la richiesta di base: avere un impianto di biogas/biometano gestito nell’alimentazione da una filiera di raccolta dei reflui Forsu.

Al seguente requisito viene aggiunto l’obbligo di tracciabilità dei rifiuti Forsu ritirati.

 

2. Requisito di rintracciabilità delle matrici usate per l’alimentazione, Garanzia d’origine.

Il requisito di rintracciabilità di tutte le matrici dedicate all’alimentazione per la produzione del biogas/biometano, semplicemente nominato con Garanzia d’origine, è esplicitamente indicato nella legislazione e nel documento del GSE all’interno delle Linee Guida per i produttori di biocarburanti e biometano.

Di seguito, i principali punti che compongono la Garanzia d’origine:

Requisito rintracciabilità agroindustriale

  • Rintracciabilità delle matrici d’alimentazione, biomasse, sottoprodotti, reflui zootecnici.
  • Filiera corta: eventuali fornitori devono risiedere con i propri siti logistici entro i 70Km di distanza dal sito di produzione del gas.
  • Rintracciabilità e archivio della documentazione fiscale e di trasporto delle matrici acquistate, assolutamente selezionate in base al criterio di quantità fornita e tipologia della fornitura.
  • Rintracciabilità dei depositi temporanei delle matrici (numero delle trincee, quantità contenuta per ogni trincea, tipologia delle matrici in deposito nelle stesse trincee).
  • Rintracciabilità della parte giuridica finanziaria (contratti di compra vendita tra le parti, riferimenti mappali delle colture, posizione e dati giuridici dei fornitori ecc.)
  • Se le matrici derivano da colture proprie si deve applicare la formula di rintracciabilità delle matrici proprie, seguendo i seguenti punti:

a) Rintracciabilità catastale dei terreni dedicati alla coltura per la produzione di biogas/biometano.

b) Rintracciabilità delle schedule di pesa delle matrici in entrata.

c) Registro aggiornato dei dati di costruzione della pesa e calibrazioni periodiche programmate svolte nell’anno.

Requisito rintracciabilità per impianti FORSU

  • Rintracciabilità documentata delle forniture dei quantitativi di FORSU.
  • Rintracciabilità delle schedule di pesa delle matrici in entrata.
  • Registro aggiornato dei dati di costruzione della pesa e calibrazioni periodiche programmate e svolte nell’anno.
  • Rintracciabilità della documentazione di autorizzazione alla gestione dei rifiuti, da parte dei fornitori e dell’impianto di biogas/biometano.
  • Attestazione di certificazione di qualità e professionalità delle aziende fornitrici.
  • Rintracciabilità della documentazione di autorizzazione al ritiro dei rifiuti Forsu e di deposito temporaneo.

Requisito di rintracciabilità di carico e scarico

Per assolvere questa richiesta bisogna implementare nel sistema di gestione degli impianti di tipologia agroindustriale e Forsu un semplice sistema di controllo delle matrici caricate per l’alimentazione inserendole in un giornale d’alimentazione giornaliero e distinguendo tipologia delle matrici e quantità caricate.

Questo sistema di controllo giornaliero di carico è già presente in ogni impianto, in forma di supporto e controllo per l’assistenza biologica.

Inoltre risulta un valido strumento di controllo per la gestione e produzione del biogas/biometano.

Garanzia d’origine è anche Bilancio di Massa per la produzione di biogas/biometano

In seguito al procedimento di rintracciabilità delle matrici e alla presenza di un giornale d’alimentazione i dati raccolti vengono inseriti in un applicativo di calcolo Excel annuale diviso in mesi, trimestri e semestri. A sua volta esso formula un calcolo di produzione effettivo di Sm 3 di biometano prodotto dalle quantità di matrici caricate e dalla tipologia delle stesse matrici (la piattaforma di calcolo elaborata seguendo direttive norma UNI TS 11567).

Questo documento diventa fondamentale per il settore commerciale/vendita del biometano, dato che attraverso la compilazione del documento bilancio di massa, lo stesso diventa attestante delle capacità riferite alle quantità Sm3 di biometano prodotte e stimate annuali, che possono essere potenzialmente inserite nel mercato.

Inoltre l’estratto di calcolo riportato nel documento, deve essere preso in visione e allegato agli atti di compra vendita delle quantità di biometano.

Questo procedimento è ben definito nell’attuale Decreto dei biocarburanti e del biometano, nonché nelle linee guida del GSE rivolte ai produttori di biocarburanti e biometano.

 

Garanzia d’origine, equivale anche a scheda tecnica del prodotto

Come per ogni prodotto che viene mercerizzato, cioè che è inserito e sostenuto in un mercato Nazionale Europeo o Internazionale, esso deve essere accompagnato da un documento identificativo del prodotto, dove sono inseriti tutti i dati di fabbricazione e i vari componenti che lo costituiscono. Nel nostro settore è proprio il bilanciamento di massa per la produzione del biometano che assolve questo criterio, semplicemente riportando nel documento le matrici usate per la produzione costante dei Sm 3 di biometano. Inoltre attraverso il documento si riesce anche a risalire all’effettiva qualità e provenienza delle matrici in uso, qualora si dovessero avere degli sbilanciamenti di carattere negativo nella produzione di biometano.

Questo documento ha molteplici funzioni, vediamole in maniera più approfondita.

 

Nella Garanzia d’origine viene anche richiesto il calcolo delle emissioni GHG risparmiate

La richiesta del calcolo delle emissioni GHG risparmiate era già stata inserita nel precedente Decreto Ministeriale per i biocarburanti e Bio liquidi. L’aggiornamento del Decreto ha inserito alcune nuove disposizioni relative alla produzione, qualità ecc. ma non ha modificato il requisito del calcolo del risparmio di co2 eq di emissioni in atmosfera a fronte del calcolo Tep.

Come riportato nelle Norme Uni (a partire dalla norma Uni 600i ecc.) il calcolo delle emissioni risparmiate deve seguire una logica posizionando dei confini di partenza e di arrivo. Nel settore agroindustriale il range di partenza sono le attività legate alle colture nei campi, calcolando in prevalenza i consumi di carburante per coltivarle, passando dalla attività di produzione del biogas fino al sistema di upgrading per arrivare fino al punto di cessione biometano.

Nel calcolo avremmo delle quantità di CO2 che sostanzialmente alla fine riportano dei valori in g CO2 eq convertiti in t CO2 eq risparmiata.

Per la produzione di biogas/biometano da Forsu il sistema cambia e si semplifica: in questo caso si calcola la CO2 prodotta dai trasporti di conferimento della Forsu prediligendo un kilometraggio ridotto. Il resto del calcolo rimane invariato come per il settore agroindustriale.

 

Quale strumento di calcolo devo usare

Come già riportato precedentemente un valido strumento di calcolo è identificabile nel Bilanciamento di massa. Infatti nello strutturato Excel oltre ai valori calcolati delle quantità prodotte di Smc Biometano, posso avere anche i valori di calcolo delle quantità di CO2 eq risparmiate a seconda degli intervalli mensili, trimestrali, semestrali, ecc.

Insieme al bilancio di massa un altro efficace strumento per il calcolo del risparmio della CO2  è anche la  norma UNI TS 11567 che semplifica molto la metodologia di calcolo delle emissioni. Se si ritiene opportuno si possono applicare altri metodi di calcolo ma la procedura deve essere sempre conforme a quanto esplicato nella legislazione.

Cosa manca ancora per ottenere la Garanzia d’origine conforme alla legislazione dei biocarburanti e biometano

Attenzione, tutto quanto esposto nei capitoli dedicati alla Garanzia d’origine, cioè rintracciabilità delle matrici d’uso, bilancio di massa, calcolo delle quantità di CO2 eq risparmiata non è sufficiente per dichiarare una Garanzia d’origine conforme.

Per concludere tutto il procedimento occorre una certificazione della Garanzia d’origine.

 

La certificazione della Garanzia d’origine

Premesso che la certificazione della Garanzia d’Origine deve essere eseguita da un Ente di certificazione accreditato per i biocarburanti da Ente Gorv. Accredia, una possibile scelta consigliata da BTS è l’Ente di certificazione CSQA (https://www.csqa.it), che osserva le disposizioni di Accredia descritte nel documento R31 dove vengono richiesti i documenti.

L’insieme della tracciabilità e del bilancio di massa con la dichiarazione del risparmio di emissioni CO2 eq sono anche riconosciuti a livello legale attraverso il rilascio del certificato di attestazione della certificazione che contiene dati anagrafici dell’impianto e altre informazioni. Infine è presente il numero di ton di CO2 eq risparmiati.

 

Utilità della certificazione Garanzia d’origine.

Come riferito nel Decreto dei Biocarburanti e del Biometano e nelle Linee Guida del GSE per i produttori di biocarburanti, ogni attività di compravendita del gas deve essere accompagnata dal certificato di attestazione della Garanzia d’origine.

A seguito sono riproposti alcuni passaggi importanti per la contabilizzazione finanziaria del gas venduto:

Compravendita GSE

a) Rintracciabilità delle matrici certificate Ente riconosciuto Accredia.

b) Documento Bilancio di massa vidimato e certificato da Ente riconosciuto Accredia.

c) Calcolo del risparmio delle emissioni CO2 eq sempre vidimato dall’Ente di certificazione

d) Iscrizione telematica al portale del GSE per la cessione /vendita del biometano.

e) Invio del certificato di certificazione della Garanzia d’origine che include la documentazione richiesta per L’iscrizione e vendita del gas come: (a) ;(b) : (c)

f) Attesa della risposta da parte del GSE e vidimazione del contratto di cessione del gas

g) cessioni d’ Immissione dei quantitativi di gas contrattuali

h) Riscossione degli importi corrisposti in forma di CIC ecc.

 

I parametri sono validi per le due tipologie d’impianti di biometano, Agroindustriale e Forsu.

Compravendita a soggetti obbligati (compagnie petrolifere varie)

Se la scelta di vendita cade su questa tipologia di contratto, bisogna osservare che devono essere applicati i seguenti coma:

  • Presenza di un contratto tra le parti di cessione e acquisto delle quantità di gas
  • Applicare tutte le forme di sicurezza, per garantire il prelievo del gas in massima sicurezza ed evitare eventuali pericoli.
  • Il produttore di biometano avrà a disposizione dal GSE la formula ridotta relativa ai CIC (rimane costante l’incentivazione)
  • **Ad ogni consegna ai soggetti obbligati dei quantitativi pattuiti da contratto, le partite di fornitura devono essere accompagnate dalla documentazione necessaria per il trasporto nonché dal certificato di attestazione della Garanzia d’origine (incluso le quote di CO2 eq risparmiate).

** Attenzione le quote di CO2 eq risparmiate, nell’atto di cessione, diventano solo di proprietà dell’acquirente del gas, cioè del soggetto obbligato che a suo piacimento può disporre del loro utilizzo.

 

Conclusione

Per ottenere i corrispettivi in CIC (forma di pagamento per i Sm3 di Biometano venduto sia al GSE che a Soggetti obbligati) si deve essere in possesso della certificazione della Garanzia d’origine relativa al biometano venduto.

Insieme devono essere certificate anche le quantità di emissioni CO2 eq risparmiate.

Tutta la documentazione deve essere inviata al portale d’iscrizione del GSE per i produttori di biometano e biocarburanti, nonché attendere la conferma di accettazione e invio del contratto di compravendita tra le parti.

8 commenti

    • Gentile Sig. Lorenzo Caligari ci fa molto piacere che gli argomenti trattati siano esaustivi e di suo interesse. Maurizio Montesin, responsabile sicurezza e certificazioni in BTS Biogas e autore dell’articolo, sta lavorando ad un nuovo scritto che ha come argomento la “certificazione della CO2”. Lo pubblicheremo prossimamente e sarebbe per noi interessante avere un suo nuovo commento a riguardo. Grazie

  1. Buongiorno, bel lavoro.
    Si è parlato di calcolo di CO2 evitata di tonnellate equivalenti di petrolio.
    Avete già piubblicato un esempio di calcolo per un impianto di biogas agricolo (alimentato a letame liquami ed insilati) e di un impianto di biometano equivalente?
    Grazie e cordiali saluti.
    Alberto Daniel

    • Egregio Sig. Daniel,
      Grazie molte.

      Relativamente alla CO2 evitata grazie ad impianti biogas/biometano alimentati a letame, liquami ed insilati, abbiamo naturalmente fatto sia calcoli reali che simulazioni.
      Per approfondimenti sarà contattato direttamente dai nostri esperti.
      Cordiali saluti da tutto il team.

  2. Peccato la incongruità idiomatica del titolo: O lo chiamate Certified Biomethane, in inglese, oppure Zertifizierte Biomethan in tedesco, ma pasticciare le lingue non è per niente bello, avendo potuto semplicemente chiamarlo Biometano certificato, visto che siamo in Italia.
    Battuttine al margine, sarebbe stato utile definire magari la differenza fra biometano avanzato e certificato. Mi pare di capire che il biometano avanzato, che è quello più premiato, sia quello che non viene prodotto con insilati, o quantomeno un tot percento limite, quindi a cosa serve certificare le coltivazioni se non si possono più utilizzare gli insilati? Poi non ho capito come intende il GSE fare il bilancio di massa. Mi pare che la posizione di Accredia sia usare le solite tabelline di BMP, che non ci azzeccano mai con le reali rese di metano. Se nemmeno facendo le prove in laboratorio ci sono due laboratori che coincidano , figuriamoci a far coincidere i numeri da tabella con le misurazioni realizzate negli impianti, dove la strumentazione è decisamente più grossolana.

    • A riguardo del commento sulla nominazione denominazione Inglese/tedesco, rispondiamo che al di là del proprio gusto e pensiero, vi sono delle logiche di Marketing che sarebbe complicato spiegarle in questa sede.
      Relativamente al secondo punto da Lei sollevato la possiamo rassicurare che GSE e Accredia sono molto più evolute di quel che si creda: infatti il bilancio di massa è fondamentale per il GSE perché con questo calcolo si può definire il numero di Smc di metano certo per posizionarlo sul mercato rivolto ai soggetti obbligati (compagnie petrolifere ecc…).
      Le tabelle che lei definisce obsolete sono indicazioni valide per i tecnici che devono svolgere tutti i procedimenti di calcolo; il risultato non è statico ma variabile a secondo della tipologia specifica dell’impianto: in sintesi valutando tutti i parametri (anche quelli esterni alle tabelle) viene definito il contesto di commercializzazione del biometano.
      Riguardo alla terza osservazione si può dire in sintesi che il biometano avanzato e non avanzato deve sottostare al procedimento di certificazione, rispettando le linee guida dell’Origine Garantita.

      Grazie per il suo intervento, rimaniamo a disposizione per eventuali altri approfondimenti sul tema.

  3. Salve, articolo interessantissimo. Non mi è chiaro solo se nel bilancio di massa e nel calcolo della CO2eq si tiene o si può tener conto del contributo delle diverse modalità di gestione del digestato (spandimento, produzione compost/fertilizzanti….).
    Grazie

    • Salve Roberta.
      Il decreto fa solo riferimento alla rintracciabilità dell’origine e prevede il calcolo della riduzione di emissioni tramite energia rinnovabile prodotta contro l’energia fossile.
      Il bilancia di massa si limita al calcolo della quantità dei prodotti in “uscita” dalla vasca di stoccaggio.

      E’ possibile fare anche una certificazione del risparmio CO2 per l’utilizzo del digestato. In questo caso si tratta di una certificazione a parte che po’ contenere la sostituzione dei fertilizzanti chimici e/o la cattura della CO2 nel terreno come humus.

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