di Maurizio Montesin

La certificazione delle quantità di CO2 eq risparmiate è una opportunità aggiunta alle già nominate certificazioni che BTS BIOGAS in collaborazione con CSQA o altro Ente specializzato, mette a disposizione dei suoi clienti.
La possiamo definire l’ultimo anello che chiude la catena delle certificazioni relative alla produzione di biogas, biometano e del digestato.
Le certificazioni tra di loro hanno un unico denominatore: l’ambiente.
Sono anche risolutive per:

  • confermare la piena osservazione e applicazione per il rispetto dell’ambiente
  • cambiare la visione verso una gestione agricola e industriale ( completamente in linea con le richieste Europee per la salvaguardia ambientale e per una efficiente riduzione dei gas GHG).

Ogni azienda agricola con abbinato un impianto per la produzione di biogas o biometano, in partenza ha scelto di essere un produttore di energia rinnovabile che non si ferma solo alla produzione di gas , ma segue una struttura circolare chiusa che porta vantaggi e benefici per l’ambiente.
In sintesi, il ciclo si apre partendo dai lavori dei campi agricoli destinati all’alimentazione dell’impianto di biogas, segue la produzione di biogas, segue la trasformazione in energia elettrica o biometano per l’autotrazione, recupera le biomasse o matrici fermentate trasformandole in digestato, segue l’uso del digestato come fertilizzante per i campi destinati alla alimentazione dell’impianto e chiude processo la successiva raccolta delle biomasse o matrici vegetali.

Come vengono calcolate le quantità di CO2 eq

Le quantità di anidride carbonica risparmiata derivano da un calcolo complesso, che sinteticamente si struttura partendo dalle emissioni prodotte e rilasciate in atmosfera relative ai lavori concerniti al trattamento dei terreni e crescita delle colture vegetali, si bilancia con le emissioni prodotte dal procedimento di gestione nell’area dell’impianto delle matrici vegetali fino alla azione giornaliera di carico dell’alimentazione dell’impianto di biogas per svolgere la produzione di gas.
Le emissioni prodotte sono compensate con il fattore di produzione del gas da fonti rinnovabili fino al punto di trasformazione del biogas.
Da questo punto in poi, a seconda dell’obiettivo di produzione ci sono due possibili strade percorribili:

  • Nel caso di energia elettrica c’è bisogno di calcolare anche le emissioni presenti nella produzione di energia, che saranno aggiunte alle emissioni di coltivazione.
  • Nel caso di biogas trasformato in biometano il calcolo viene comparato a favore dell’ambiente (dato che il metano è considerato un gas a impatto negativo d’immissioni di anidride carbonica).

Rimangono esclusi i punti d’immissione in rete o il trasporto con carri bombolai come da legislazione.
Per quanto concerne invece la fertilizzazione dei campi dedicati alla raccolta dell’alimentazione per l’impianto di biogas, il calcolo delle emissioni è molto più complesso. In questo caso si prendono in considerazione vari fattori, partendo dall’uso del digestato per la fertilizzazione per il quale è necessario usare un prodotto che risulta ottimo per la fertilizzazione dell’apparato radicale, favorisce e migliora la captazione del carbonio nel suolo, mantiene una situazione stabile di umidità a livello delle radici ecc.
Questo ultimo calcolo va a favore del risparmio sistema di captazione nel terreno.

Certificazione delle quote risparmiate e quale futuro avranno sui mercati

Per riassumere questo argomento che sembra semplice ma in realtà è molto strutturato, la prima domanda è: come fare a attestare questo effettivo risparmio semplice aderendo al sistema di certificazione specifico per le quote di CO2? E come funziona?
Come già detto vi è la necessità di una ben precisa struttura di lavoro che incorpori il calcolo protratto fino alla compilazione di un bilancio di massa, il cui risultato va paragonato al consumo di carburante diesel e relative emissioni di GHG usate per svolgere quanto serve per mantenere i terreni dell’azienda. Il risultato calcolato diventa il risparmio di CO 2 eq praticato mensilmente fino al risultato annuale.
Per svolgere tutto il processo di calcolo è d’aiuto anche seguire le linee guida della UNI TS 11567 e della UNI 6001.
Se aderisco alle certificazioni: Biometano , fertilizzanti, tutto il calcolo lo trovo già inserito e applicato e non mi resta che aderire alla certificazione della CO2 eq, seguita sempre con Ente Accreditato di Accredia, per ottenere l’attestazione di vericità delle quantità riportate sul documento di certificazione.

A cosa serve tutto questo?

La certificazione del biometano ha un fine finanziario, che è vincolata alla vendita del biometano in forma di quantità di Smc con garanzia d’Origine certificata.
Anche le certificazioni del digestato (fertilizzante) e delle quote in ton di CO2 eq, sono state formulate per presentarsi sui mercati, che sono ormai diventati sensibili e pronti ad accettare solamente partite di vendita accompagnate da una dichiarazione certificata di vericità.
Tutto il pacchetto formato dalle tre certificazioni ha lo scopo di aprire un scenario che fino a poco tempo fa era rimasto nelle retrovie del ”biogas” ma l’attuale situazione dei vari mercati, partendo da quello dei fertilizzanti fino alle quote di CO 2, sono delle piattaforme di compra e vendita, che stanno emergendo.
Si stanno modificando in strutture ben definite e solide finanziariamente dove sono state fatte delle correzioni restrittive e legali dedite a rendere tali mercati sicuri e stabili, osservati da Istituti bancari o da Enti Statali Governativi Europei.
Un esempio di stabilità della struttura lo abbiamo nel mercato del registro dei fertilizzanti gestito e diretto dal MIPAF.
Invece un mercato che sta sempre di più espandendosi sia come capacità e restrizioni legali è il mercato globale delle quantità di CO2 eq che dopo il periodo considerato nero dal 2012 al 2014 a causa di clamorose truffe, negli anni successivi fino a oggi ha ristrutturato tutto lo strumento di vendita, migliorandolo e rendendolo sicuro.

Conclusioni e riflessioni

L’homo sapiens è abituato a ragionare con le due mani, la mano sinistra si occupa di gestire al meglio i bisogni dell’intelletto, la mano destra invece del portafoglio e sottocategorie.
Le metafore servono per capire che solo chi ha una visione molto aperta alla innovazione e dà una sufficiente importanza al portafoglio, ha la facoltà di sfruttare tutto quello che è possibile per generare un maggiore redito d’impresa o azienda, migliorando l’ambiente che lo circonda e gestendo al massimo il binomio intelletto e portafoglio per garantire al massimo una produzione sostenibile per tutto l’ecosistema.


2 commenti

  1. Non entro nel merito tecnico scientifico in quanto non ho una preparazione adeguata, ma da uomo della strada attento ai cambiamenti ed alle problematiche ambientali ed in parte coinvolto nel mondo del lavoro, ho assistito in questi ultimi anni alla proliferazione di questi impianti, in particolar modo nella realtà in cui vivo. Ora quale sostenitore di qualsiasi tecnologia migliorativa per la produzione di energia elettrica e calore da quella usata da sempre, mi chiedo e chiedo anche a Voi, perchè stiamo assistendo all’aumento di contrarietà a questo e ad altri tipi di impianti di produzione di energia alternativa da parte di questi così detti ” comitati “.
    Perché, un qualsiasi individuo che vuol dare vita ad una qualsiasi attività legale e pertanto nel rispetto delle regole e delle leggi deve sottostare a questi “comitati ” ?

    • Grazie per il commento, Valter.
      La produzione di biogas e biometano da scarti e sottoprodotti organico come da colture energetiche è un processo estremamente virtuoso da tutti i punti di vista.
      La possibilità di captare Co2, di produrre energia elettrica e termica quando serve, di produrre biometano da immettere in rete ma anche di produrre preziosi fertilizzanti sono tutti enormi vantaggi per tutti. Noi e per le generazioni future.

      L’attitudine a protestare a prescindere e manifestare dissenso pur non avendo alcuna cognizione di causa è purtroppo un fatto. Possiamo dire però che i comitati del NO sono molti meno rispetto agli albori del biogas: l’opinione pubblica è sicuramente maturata e la consapevolezza della necessità di un mix energetico sempre più orientato al rinnovabile è certamente in crescita.
      Siamo certi che la conoscenza e la sensibilità crescente dell’opinione pubblica nei confronti del biogas/biometano avranno la meglio su coloro che non sanno vedere oltre i preconcetti.
      Buona giornata!

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