Bioeconomia e rifiuti

La bioeconomia è definita come “la produzione di risorse biologiche rinnovabili e la trasformazione di tali risorse e dei flussi di rifiuti in prodotti a valore aggiunto, quali alimenti, mangimi, bioprodotti e bioenergie”.

La bioeconomia può quindi contribuire in modo significativo a un’economia circolare ed efficiente sotto il profilo delle risorse tramite un miglior utilizzo dei flussi di rifiuti, incluso il recupero dei nutrienti. Il legame bioeconomia – economia circolare è sostenuto dalla Commissione Ue nel Piano d’azione per l’economia circolare, nel quale si spinge per la produzione di biomassa, per il ruolo di prodotti biologici e per la gestione di rifiuti organici.

La trasformazione dei flussi di rifiuti in prodotti è uno dei punti cardine della bioeconomia e l’Unione europea sta revisionando la strategia in materia, per contribuire allo sviluppo di un’economia circolare. La Commissione europea intende presentare (nel terzo trimestre del 2018) una revisione della strategia per la bioeconomia 2012; già nel 2017 l’Ue aveva proceduto a un riesame della suddetta strategia (SWD(2017)374).

 

Riduzione emissioni climalteranti: obblighi entro il 2030

Il Parlamento Ue ha approvato lo schema di regolamento che stabilisce un obiettivo al 2030 di riduzione delle emissioni di gas serra prodotte dall’agricoltura, dai trasporti, dall’edilizia e dai rifiuti. Dopo essere stato licenziato in via definitiva dal Parlamento il 17 aprile 2018, lo schema di regolamento passa al Consiglio europeo per l’approvazione formale (considerato l’accordo informale già raggiunto a fine 2017) e la successiva entrata in vigore.

Lo schema di regolamento introduce obblighi di riduzione delle emissioni nel periodo 2021-2030 nei settori non coperti dall’Emission Trading (disciplinato dalla direttiva 2003/87/Ce) – tra cui edilizia, agricoltura, trasporti (esclusi quelli aerei e marittimi), industria e gestione dei rifiuti – responsabili complessivamente di circa il 60% delle emissioni climalteranti europee. Il target finale del regolamento è quello di ridurre le emissioni dei settori in questione del 30% rispetto ai livelli del 2005.

Sempre in materia, il Parlamento ha licenziato anche un secondo schema di regolamento per la inclusione delle emissioni e degli assorbimenti di gas serra derivanti dall’uso del suolo, dal cambiamento di uso del suolo e dalla silvicoltura (Lulucf).

Arriverà in giugno il Pacchetto Economia Circolare

La percentuale di riciclo dei rifiuti urbani al 55% entro il 2025 e al 65% al 2035, e l’obiettivo del 10% di rifiuti in discarica al 2035, sono le principali novità del pacchetto “economia circolare” approvato dal Parlamento Ue il 18/4/2018. Ora manca solo il voto del Consiglio Ue. Il voto del parlamento è stato un atto formale dato che sul testo era stato raggiunto un accordo a fine 2017, poi formalizzato ufficialmente il 23 febbraio 2018. Per il via libera definitivo manca solo il voto formale del Consiglio Ue che arriverà probabilmente a giugno 2018. Il “pacchetto economia circolare” comprende le quattro proposte di modifica di direttive sui rifiuti a partire dalla direttiva “madre” 2008/98/Ce e poi le direttive “speciali” in materia di rifiuti di imballaggio (1994/62/Ce), discariche (1999/31/Ce), rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, cosiddetti “Raee” (2012/19/Ue), veicoli fuori uso (2000/53/Ce) e rifiuti di pile e accumulatori (2006/66/Ce).

La direttiva sui rifiuti del 2008 è quella che ha subito le più rilevanti modifiche nell’ottica dell’economia circolare che premia la prevenzione nella produzione dei rifiuti, spinge sulla preparazione per il riutilizzo, reca obiettivi più stringenti per il riciclaggio, frena lo smaltimento in discarica (fino a un massimo del 10% entro il 2035). Obiettivo riciclaggio entro il 2025 per almeno il 55% dei rifiuti urbani (60% entro il 2030 e 65% entro il 2035). Il 65% degli imballaggi dovrà essere riciclato entro il 2025 e il 70% entro il 2030. I rifiuti tessili e i rifiuti pericolosi delle famiglie dovranno essere raccolti separatamente entro il 2025. Entro il 2024 i rifiuti biodegradabili dovranno anche essere raccolti separatamente o riciclati a casa attraverso il compostaggio.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Post comment